MILANO – Una torcia olimpica accanto al busto di Cesare Beccaria. Da oggi, l’ingresso dell’Istituto Penale per i Minorenni di Milano custodisce un simbolo che parla di riscatto, fatica e unione. Nel pomeriggio di lunedì 15 giugno, la Torcia “Essential” dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 è stata consegnata ufficialmente ai ragazzi della struttura di via dei Calchi Taeggi. Una cerimonia densa, che ha visto la partecipazione del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, del Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, e del Capo della Giustizia Minorile, Alessandro Sangermano. Ad accompagnarli, una delegazione di atleti delle Fiamme Azzurre – Charlene Guignard, Marco Fabbri e Matteo Rizzo – a testimoniare che il limite, nello sport come nella vita, esiste solo per essere superato.

L’evento si è svolto nel cuore pulsante del trattamento rieducativo del Beccaria: il Teatro “Punto Zero”, spazio in cui la drammaturgia diventa da anni strumento di elaborazione e reinserimento per i giovani detenuti. Dopo la proiezione del video che ha ripercorso le tappe del viaggio della fiaccola – che nei mesi scorsi aveva già visto i ragazzi dell’istituto nel ruolo di tedofori –, la parola è passata alle testimonianze dirette. Momenti di forte impatto emotivo, scanditi dalle riflessioni del cappellano, don Claudio Burgio, da sempre in prima linea con la comunità Kayrós nel tracciare percorsi alternativi alla pura logica punitiva.

L’iniziativa si colloca in un momento cruciale per la giustizia minorile milanese, troppo spesso al centro della cronaca per tensioni e criticità strutturali. La risposta delle istituzioni e del terzo settore si concentra così sul potenziamento dei progetti trattamentali. La consegna della fiaccola è infatti il coronamento di una fitta rete di collaborazioni che vede coinvolte realtà come la Fondazione Francesca Rava (con il progetto “Palla al Centro”), Sport Senza Frontiere, il CSI, Fondazione Milan e Milanosport. L’obiettivo è sistemico: trasformare la pratica sportiva e l’attività laboratoriale da semplici riempitivi a veri e propri pilastri della quotidianità detentiva, capaci di trasmettere il rispetto delle regole e la valorizzazione del gruppo.

La scelta di esporre la torcia in una bacheca permanente accanto all’effigie di Cesare Beccaria assume una valenza teorica e politica precisa. Richiama l’attualità profonda del Dei delitti e delle pene, ricordando che la sanzione penale non può ridursi a una sterile privazione della libertà, ma deve tendere alla ricostruzione del legame sociale interrotto.

Mentre il Beccaria accende i riflettori sui percorsi dei più giovani, il territorio milanese si muove in parallelo anche sul fronte degli adulti. In queste ore si finalizzano i preparativi per l’Open Day del prossimo luglio dell’Hub “Trasformazione in Opera” nel carcere di Milano-Opera, focalizzato sul lavoro e le alleanze etiche con le imprese, e proseguono le iniziative culturali a Bollate. Segnali frammentari, forse, ma indicativi di un modello che tenta di resistere alla crisi del sistema carcerario puntando su tre direttrici chiare: cultura, formazione professionale e, da oggi, l’universalità del messaggio olimpico.

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