Non sono mai stato particolarmente un fedele e ancora oggi, nonostante i mille segnali sparsi negli anni, mi piace tenere quel 20% di agnosticismo. È una zona d’ombra che mi fa sentire meno in colpa quando cado in tentazione. Eppure, da anni frequento gli amici di Incontro e Presenza, associazione di volontariato attiva nelle carceri lombarde. Mi piace condividere le giornate con loro, anche quando significa fare venti chilometri a piedi, come succederà sabato 5 settembre, per portare rispetto e devozione a San Riccardo Pampuri a Trivolzio. Il mio non è solo un pellegrinaggio verso il Santo: è soprattutto un cammino insieme a persone da cui posso solo imparare. Mettendosi in strada fianco a fianco si capisce, passo dopo passo, quanto la condivisione, il rispetto e l’amicizia siano pilastri fondamentali. Lo sono ancora di più per chi, come me, sta cercando di ricostruirsi una strada. Mettersi in cammino con gli altri non cancella le mie incertezze, ma dà un senso e una forza nuova a ogni mio passo. Il pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Trivolzio, nella campagna Pavese, nasce nel 2003 e negli anni è diventato un momento tradizionale di popolo. Una camminata di oltre venti chilometri che parte dalle porte di Milano, segue l’Alzaia del Naviglio Pavese e si snoda tra i campi della Bassa fino alle reliquie del medico e religioso dei Fatebenefratelli, celebre per la sua vita spesa nel silenzioso e instancabile servizio agli ultimi e ai malati. Ma tra la moltitudine di famiglie, giovani e studenti che partecipano ogni anno a questo gesto di inizio settembre, c’est una presenza silenziosa e profondamente significativa: quella dei detenuti provenienti dal carcere di Milano Opera e da altri istituti penitenziari. Grazie ai permessi premio ottenuti e all’opera dell’associazione Incontro e Presenza, un gruppo di persone in esecuzione penale ha la possibilità di uscire per un giorno dalle mura di cinta e mettersi in marcia sulla stessa strada di centinaia di altre persone. Non si tratta di una semplice gita fuori porta, né di una pausa concessa alla routine della detenzione: è un’occasione reale di reinserimento umano e sociale, in cui non esistono divise, etichette o pregiudizi. Perché proprio San Riccardo Pampuri? La figura del «santo semplice» di Trivolzio parla in modo immediato e profondo a chi sta attraversando il buio dell’errore e della solitudine. Medico di condotta a Bernate Ticino e poi religioso, Pampuri ha vissuto la propria esistenza con una totale dedizione all’altro, curando i corpi ma soprattutto facendosi carico delle ferite dell’anima di chiunque bussasse alla sua porta. Per noi che arriviamo dalla realtà dura e complessa del carcere di Opera, San Riccardo rappresenta l’idea di una bontà disinteressata e concreta. La sua vita insegna che nessun uomo è definito soltanto dai propri errori passati, ma dalla capacità di lasciarsi cambiare da incontri veri nel presente. Camminare per venti chilometri sotto il sole di settembre, a fianco dei volontari, di famiglie e di sconosciuti con cui si finisce per condividere la fatica, la borraccia dell’acqua o una riflessione, abbatte ogni distanza. L’esperienza del pellegrinaggio azzera i ruoli: lungo il Naviglio Pavese si è solo compagni di viaggio, uniti dallo stesso ritmo di passi. In quell’incedere ritmato, mentre la polvere della strada prende il posto delle grate e dei corridoi del carcere, si sperimenta che la vera libertà non è semplicemente l’assenza di muri fisici, ma la presenza di relazioni umane autentiche. È la scoperta che il riscatto è possibile e che la ricostruzione della propria vita passa inevitabilmente attraverso l’incontro con chi sa guardarti con rispetto ed empatia. Anch’io, anche quest’anno, sarò lì tra quei passi. Con il mio 20% di agnosticismo intatto, con le mie domande sospese e le mie fragilità, ma con la certezza che condividere la strada con gli amici di Incontro e Presenza e con i compagni di cammino sia l’esperienza più humana e vera a cui posso affidare la mia voglia di rinascere. Mettersi in marcia non richiede grandi certezze, ma solo la voglia di fare il primo passo. Se vuoi camminare con noi, condividere la fatica della strada e vivere questa giornata a fianco di chi cerca una nuova rotta, ti invito a unirti a questa esperienza. Per tutte le informazioni pratiche, gli orari di partenza e i dettagli sulle iscrizioni, puoi consultare il sito ufficiale dell’evento: https://www.pellegrinaggiopampuri.it/. Vi aspetto lungo il Naviglio.

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