Si è conclusa in Catalogna la latitanza di Taulant Toma, il quarantaduenne di origine albanese evaso lo scorso 7 dicembre dal penitenziario di massima sicurezza di Milano-Opera. L’uomo è stato fermato dalla Polizia Nazionale spagnola a Tarragona a seguito di un’operazione di cooperazione internazionale. La dinamica della catturaAl momento del fermo, Toma ha opposto resistenza ed è stato trovato in possesso di documenti falsi e di banconote contraffatte. Dalle prime verifiche delle autorità iberiche, l’alias utilizzato risultava già schedato in territorio spagnolo per precedenti legati alla detenzione illegale di armi ed esplosivi. Il giudice competente ha disposto la custodia cautelare senza cauzione presso il carcere di Mas d’Enric, in attesa del completamento delle procedure d’estradizione verso l’Italia. La fuga di dicembre e i precedentiL’evasione dalla struttura di Opera era avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 dicembre. Secondo le ricostruzioni investigative, Toma aveva segato le sbarre della finestra della propria cella, calandosi con delle lenzuola annodate e scavalcando la recinzione perimetrale prima di far perdere le proprie tracce. Noto alle cronache per la sua capacità di eludere i sistemi di sorveglianza penitenziaria, Toma contava già su un curriculum di quattro evasioni riuscite nel corso degli anni tra penitenziari italiani (Terni nel 2009 e Parma nel 2013) e strutture estere (Lantin, in Belgio, nel 2013).L’uomo deve finire di scontare una condanna definitiva con termine previsto per il 2048. Le autorità italiane rimangono in attesa del via libera formale da parte della magistratura spagnola per il suo rientro in Italia.

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