Se una persona a te cara è in carcere: da dove cominciare
Colloqui, telefonate, pacchi, diritti e numeri utili in un’unica pagina, scritta per i famigliari di chi è detenuto, con un’attenzione particolare alla Casa di reclusione di Milano-Opera, dove nasce Mabul.
Numeri e contatti utili
Per chiamare dal telefono basta toccare il numero. Gli enti nazionali sono sempre gli stessi; per Opera trovi i riferimenti nella scheda dedicata più sotto.
| Chi | Contatto | Quando serve |
|---|---|---|
| Emergenze | 112Numero unico di emergenza | Pericolo immediato, malore grave, urgenza di soccorso. |
| Antiviolenza e stalking | 1522Gratuito, attivo ogni giorno | Se tu o qualcuno vicino a te subisce violenza o minacce. |
| Telefono Azzurro | 19696Per bambini e ragazzi, e per gli adulti che se ne prendono cura | Se un minore ha bisogno di parlare con qualcuno o di essere aiutato. |
| Telefono Amico Italia | 02 2327 2327Ascolto per chi si sente solo o in difficoltà | Quando il peso è troppo e hai bisogno di parlare con qualcuno. |
| Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà | 06 8791741 segreteria@garantenpl.it PEC: segreteria@cert.garantenpl.it Via di San Francesco di Sales 34, 00165 Roma garantenazionaleprivatiliberta.it | Segnalare per iscritto una violazione dei diritti di una persona detenuta. Verifica i recapiti aggiornati sul sito. |
| Garanti regionali e comunali | Elenco sul sito del Ministero della Giustizia | Trovare il Garante del tuo territorio: possono incontrare i detenuti e visitare gli istituti. |
| Direzione dell’istituto | Telefono e PEC sulla pagina dell’istituto nel sito giustizia.it | Prenotare colloqui, chiedere moduli, orari e regole su pacchi e denaro. |
| Redazione di Mabul | Come contattarci | Collaborazioni, domande, proposte editoriali e sostegno ai progetti. |
Le regole in breve
I numeri che contano di più, secondo le norme generali. Per figli minori, motivi di salute o situazioni particolari l’istituto può concedere di più.
Guida passo passo
Tocca una voce per aprirla.
I primi giorni: cosa fare subito
- Scopri dove si trova. Dopo l’arresto la persona può essere trasferita. L’avvocato, o la direzione dell’istituto, può dirti in quale carcere è stata assegnata.
- Contatta un avvocato. Se non ne ha uno di fiducia viene nominato un difensore d’ufficio. L’avvocato è il tuo riferimento principale per le udienze e le scadenze.
- Chiedi come funzionano i colloqui. Telefona alla direzione o scrivi alla sua PEC, indicando nome, cognome e data di nascita del detenuto.
- Prepara i documenti. Serve un documento d’identità valido. Per il primo colloquio e per la verifica del legame di parentela possono chiedere altri documenti o un’autocertificazione.
- Non restare solo. Esistono associazioni di volontariato e sportelli per i famigliari (vedi “Dove trovare sostegno”).
Tieni in un unico quaderno: nome completo e matricola del detenuto, istituto, reparto, nome dell’avvocato, date delle udienze e dei colloqui. Ti farà risparmiare molte telefonate.
Colloqui: come si prenota e come funzionano
- Chi può venire. Di norma coniuge, conviventi e parenti; altre persone, come amici o conoscenti, possono essere autorizzate dalla direzione.
- Prenotazione. Molti istituti, tra cui Opera, usano un sistema di prenotazione dei colloqui in presenza. Chiedi alla direzione come funziona: numero da chiamare, orari della segreteria, eventuale modulo.
- Durata e numero. Le norme generali prevedono fino a sei colloqui al mese, di norma di un’ora. Con figli minori di 14 anni e in casi particolari si può avere una durata maggiore.
- Al momento dell’ingresso. Porta il documento d’identità. Si passa un controllo con metal detector; gli oggetti personali si lasciano in appositi armadietti. Arriva con un buon margine di anticipo.
- Colloqui a distanza. Esistono videochiamate e colloqui via Teams, utili se vivi lontano. A Milano-Opera sono disponibili 24 postazioni dedicate.
- Colloqui riservati. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2024, le persone detenute possono chiedere incontri riservati con il partner, senza controllo visivo. L’attuazione dipende dall’istituto: a Opera sono in corso lavori sugli spazi. Chiedi se e come è possibile.
Se un colloquio viene negato o annullato senza una ragione chiara, chiedi per iscritto il motivo e segnalalo all’avvocato o al Garante.
Telefonate, videochiamate, lettere e e-mail
- Telefonate. Il detenuto chiama lui: in genere una telefonata di 10 minuti a settimana, che può aumentare per figli minori, motivi di salute o altre ragioni valutate dall’istituto. Per le chiamate si usano tessere telefoniche prepagate acquistate dal detenuto.
- Numeri autorizzati. I numeri da chiamare vengono comunicati all’istituto e verificati: dichiara il tuo numero fisso o mobile attraverso il detenuto.
- Lettere. Si possono scrivere liberamente, in numero illimitato. Metti sulla busta nome e cognome del detenuto, istituto e indirizzo completo; la posta può essere controllata.
- E-mail. La Casa di reclusione di Opera ha avviato nel 2026 le procedure per un servizio di invio e ricezione di e-mail per i detenuti. Chiedi alla direzione se è già attivo e come richiederlo.
Pacchi, vestiti e denaro
- Pacchi. Peso massimo, frequenza, contenuto consentito e orari di consegna li stabilisce ogni istituto. Chiedi sempre l’elenco aggiornato prima di comprare qualcosa: molto spesso il pacco viene rifiutato per un solo oggetto non ammesso.
- Vestiti. Di norma si consegnano a mano durante i colloqui o attraverso l’ufficio colloqui, nei limiti indicati dall’istituto (colori e tipologie possono essere vietati).
- Denaro. Si versa sul conto personale del detenuto, che serve per acquistare generi alimentari e di prima necessità (sopravvitto), tessere telefoniche e altro. Modalità consentite (bonifico, vaglia, versamento) e limiti sono stabiliti dall’istituto: chiedi le coordinate corrette.
- Attenzione ai truffatori. Nessun avvocato, agente o funzionario ti chiederà denaro per “sistemare” una pratica o “aiutare” un detenuto. Se qualcuno lo fa, non pagare e segnalalo alla direzione o alle forze dell’ordine.
Cosa non portare mai in carcere
Telefoni cellulari, sim, schede di memoria e dispositivi simili sono vietati. Introdurli, o tentarlo, può costituire reato e comporta conseguenze penali per chi lo fa e per il detenuto.
- Droghe, alcol, farmaci non autorizzati.
- Armi o oggetti che possano essere usati per offendere.
- Denaro in contanti, se l’istituto non lo consente.
- Cibi o oggetti non compresi nell’elenco dell’istituto.
In caso di dubbio, lascia a casa l’oggetto e chiedi.
Figli minori e genitori detenuti
- Hanno diritto a mantenere il legame. Il rapporto tra un bambino e il genitore detenuto è tutelato: spesso sono previsti colloqui più lunghi, più telefonate e spazi pensati per i bambini.
- A Milano-Opera. Le regole sulle telefonate straordinarie considerano di norma i figli sotto i dieci anni. Chiedi alla direzione come si applicano nel tuo caso.
- Sostegno per i bambini. L’associazione Bambinisenzasbarre lavora sui legami tra bambini e genitori detenuti, con il “Telefono Giallo” e la “Casa Gialla” che ospita le famiglie vicino agli istituti. Verifica sul loro sito i recapiti aggiornati.
- Parlarne con i bambini. Usare parole semplici e vere aiuta più dei silenzi. Il Telefono Azzurro (19696) può dare indicazioni a chi si prende cura di loro.
I diritti del detenuto e come farli valere
Istanza alla direzione (“domandina”)
È la richiesta scritta che il detenuto presenta all’istituto per ogni cosa: visite mediche, colloqui, lavoro, trasferimenti, acquisti. Conserva sempre una copia, o chiedi che sia indicata la data di presentazione.
Magistrato di sorveglianza
Controlla l’esecuzione della pena e può essere interpellato per tutelare i diritti dei detenuti. Contro gli atti dell’amministrazione penitenziaria che violano diritti il detenuto può presentare reclamo ai sensi dell’art. 35 dell’ordinamento penitenziario.
Garanti dei detenuti
Il Garante nazionale e i Garanti regionali e comunali vigilano sul rispetto dei diritti. Puoi scrivere loro anche in modo informale, descrivendo i fatti con date e nomi. Contatti nella sezione “Numeri e contatti utili”.
Salute
In carcere l’assistenza sanitaria è a carico del Servizio sanitario. Se la persona che ti sta a cuore sta male e non riesce a farsi visitare, segnalalo subito alla direzione sanitaria e al tuo avvocato, e se serve al Garante.
Quando scrivi a un ufficio o a un’autorità, indica: nome, cognome, data di nascita e matricola del detenuto; istituto e reparto; cosa è successo e quando; cosa chiedi. Allega una copia, mai gli originali.
Avvocato e spese legali
- Difensore di fiducia o d’ufficio. Puoi scegliere un avvocato di fiducia; se non c’è, interviene un difensore d’ufficio.
- Patrocinio a spese dello Stato. Chi ha un reddito sotto una soglia stabilita dalla legge può chiedere che le spese di difesa siano pagate dallo Stato. La soglia viene aggiornata periodicamente: chiedi all’avvocato o all’Ordine degli avvocati di Milano di verificarla.
- Colloqui con l’avvocato. Hanno regole diverse da quelle dei colloqui con i famigliari e non vengono contati con quelli.
Dove trovare sostegno (per te)
Avere una persona cara in carcere è una fatica enorme e spesso isola. Non sei obbligato a farcela da solo.
- Parlane con altre famiglie: Mabul ha una pagina dedicata all’assistenza ai famigliari, con punti di ascolto, supporto e orientamento.
- Telefono Amico Italia: 02 2327 2327.
- Il tuo medico di base e il consultorio o il servizio sociale del tuo Comune possono indirizzarti a un sostegno psicologico.
- Le associazioni di volontariato carcerario, le Caritas diocesane e le parrocchie offrono spesso ascolto, ospitalità e aiuto materiale.
Se in qualunque momento pensi di farti del male, chiama il 112 o recati al pronto soccorso più vicino.
Casa di reclusione di Milano-Opera
La scheda di riferimento per chi ha un famigliare a Opera.
Direzione della Casa di reclusione Milano-Opera
Via Camporgnago 40, 20141 Milano- Colloqui in presenza: si prenotano tramite il sistema attivato dall’istituto. Chiedi alla direzione numero e orari.
- Colloqui a distanza: 24 postazioni su piattaforma Teams.
- Telefonate: con tessere telefoniche RFID acquistate dal detenuto.
- E-mail per detenuti: servizio in fase di avvio; verifica se è già attivo.
- Colloqui riservati: sono in corso interventi sugli spazi dedicati.
- Per le famiglie con bambini: accoglienza all’ingresso e servizi dell’associazione Bambinisenzasbarre.
Telefono, PEC e orari ufficiali aggiornati si trovano sulla pagina dell’istituto nel sito del Ministero della Giustizia. Se nel tuo caso le regole sono diverse (alta sicurezza, 41-bis, trasferimenti da altri istituti), chiedi alla direzione.
Parole del carcere, spiegate
- Casa circondariale
- Istituto dove stanno le persone in attesa di giudizio o con pene brevi (per esempio San Vittore).
- Casa di reclusione
- Istituto per chi sconta una condanna definitiva (per esempio Opera e Bollate).
- Matricola
- Numero con cui il detenuto è registrato. Va indicato in ogni comunicazione.
- Domandina
- Richiesta scritta del detenuto alla direzione o a un ufficio dell’istituto.
- Sopravvitto
- Generi alimentari e di prima necessità che il detenuto acquista a proprie spese.
- Magistrato di sorveglianza
- Giudice che vigila sull’esecuzione della pena e sulla tutela dei diritti dei detenuti.
- Tribunale di sorveglianza
- Decide su permessi, misure alternative e liberazione condizionale.
- Permesso premio
- Breve uscita dal carcere concessa a chi ha tenuto buona condotta, secondo le condizioni di legge.
- Misure alternative
- Modi di scontare la pena fuori dal carcere, come l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare.
- 41-bis
- Regime speciale con limiti molto stretti, tra cui un solo colloquio al mese.
- UEPE
- Ufficio di esecuzione penale esterna: segue chi sconta la pena fuori dal carcere.
- Garante
- Figura indipendente che vigila sui diritti delle persone private della libertà.
