Che cosa significa “Mabul”? L’incontro con Davide Assael e la nascita del nostro nome
Spesso i nomi delle riviste nascono attorno al tavolo di un bar o durante una riunione di redazione ordinaria. Per noi non è andata così. Il nome Mabul è nato dietro le sbarre della Casa di Reclusione di Milano Opera, in un giorno in cui il pensiero filosofico e la dura realtà della reclusione si sono specchiati l’uno nell’altra, scoprendo di parlare la stessa lingua.
Per capire chi siamo e perché scriviamo, bisogna fare un passo indietro e tornare all’origine di questa parola e all’incontro che ha cambiato tutto.
La scintilla: il corso a Opera e l’incontro con Davide Assael
La storia del nostro periodico inizia tra le mura del penitenziario di Opera, nell’ambito del corso di Giustizia Riparativa organizzato dall’Università Cattolica di Milano (un percorso guidato da anni con straordinaria dedizione dalla professoressa Claudia Mazzucato).
È in questo contesto che la redazione ha incontrato Davide Assael, filosofo, saggista e profondo conoscitore del pensiero ebraico. Assael ha varcato la soglia del carcere per tenere una serie di lezioni su una precisa categoria biblica: il Mabul (מַבּוּל).
Quel concetto antico, spiegato da Assael, ha risuonato immediatamente e con una forza dirompente nell’animo dei presenti. Non era solo teologia; era la descrizione esatta della loro condizione.
Oltre il “Diluvio”: la dinamica della confusione
Nelle nostre traduzioni occidentali, la parola ebraica Mabul viene quasi sempre tradotta con “diluvio”, associandola immediatamente alla pioggia e alla storia dell’Arca di Noè. Ma, come ci ha mostrato Davide Assael, questa traduzione è riduttiva e ne tradisce la vera essenza fisica e psicologica.
Nella Genesi, il Mabul non è una semplice tempesta meteorologica. È descritto come la contemporanea rottura delle “sorgenti del grande abisso” (le acque dal basso) e l’apertura delle “cateratte del cielo” (le acque dall’alto).
- Il mescolamento (Lebalbel): Chi parla ebraico sente subito la stretta connessione onomatopeica tra Mabul e il verbo lebalbel, che significa letteralmente “mischiare, confondere”. Il Mabul è lo stato in cui l’alto e il basso si incontrano fino a perdersi l’uno nell’altro. Crolla ogni distinzione, ogni ordine originario.
- La perdita dell’orientamento: Assael utilizza spesso una metafora efficace: il Mabul è come trovarsi sepolti sotto una valanga di neve. In quella situazione di buio e caos bianco, non si sa più dove sia il sopra e dove il sotto; si rischia di scavare verso il fondo pensando di dirigersi verso la salvezza. È lo smarrimento assoluto, la perdita totale dei punti cardinali.
Perché i detenuti di Opera hanno scelto questo nome
Per un uomo recluso, il Mabul non è un concetto astratto. L’ingresso in carcere, la rottura con la propria vita precedente, la colpa e la pena rappresentano il crollo totale di ogni punto di riferimento. È il proprio mondo che viene sommerso e confuso, dove le coordinate del giorno, della notte, delle relazioni e della propria identità si azzerano.
Tuttavia, nella tradizione biblica il Mabul non ha l’ultima parola. Il diluvio è un passaggio traumatico ma necessario per lavare via le vecchie strutture e consentire un nuovo inizio. Dopo il caos, l’acqua si ritira e la terra riemerge, pronta per essere ricostruita su basi diverse.
Da questa intuizione, nata dall’incontro con Davide Assael, i detenuti hanno deciso di chiamare il proprio giornale Mabul (fondato come periodico cartaceo nel settembre 2023 e oggi approdato stabilmente online).
Scrivere, fare giornalismo sociale e culturale, confrontarsi con il mondo esterno significa per noi costruire un’Arca. Non per fuggire dal flusso della realtà, ma per galleggiarvi dentro, salvaguardando la nostra umanità, cercando di ritrovare l’orientamento e, soprattutto, preparando la ricostruzione per quando le acque finalmente si ritireranno.
Per approfondire (Link utili)
Se desideri approfondire la storia del nostro progetto e la filosofia che si cela dietro il nostro nome, ti consigliamo queste letture:
- Sulla nascita del progetto: Leggi l’articolo La storia di Mabul su Ristretti Orizzonti, firmato proprio da Davide Assael sul quotidiano Il Domani, in cui viene raccontata la genesi della rivista a Opera.
- Sul sbarco online del periodico: Consulta il comunicato ufficiale del Ministero della Giustizia su gNews – I detenuti di Opera approdano online con Mabul, per comprendere l’impatto sociale di questa iniziativa.
- Sul significato teologico e filosofico della parola: Leggi la splendida intervista a Davide Assael pubblicata su SettimanaNews – Il «diluvio» o il tempo della crisi, incentrata sulla sua rubrica per la trasmissione Uomini e Profeti di Rai Radio 3.
